US Grains CouncilI coltivatori di mais statunitensi si impegnano a superare le sfide della sostenibilità attraverso la cura attenta del territorio, il miglioramento continuo delle tecnologie per supportare l’intensificazione sostenibile a livello globale e gli scambi commerciali allargati per ridurre al minimo l’utilizzo da parte di produttori marginali di terreni a bassa produttività e fragili dal punto di vista ambientale.

US Grains Methods to Ensure Quality

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Cura dell’ambiente: Un impegno nei confronti del miglioramento continuo 

  • Metodi produttivi avanzati, quali la semina a bassa lavorazione e la semina diretta, riducono notevolmente il consumo energetico, la perdita di terreno, l’utilizzo di pesticidi e l’emissione di gas serra ottimizzando al contempo i rendimenti.
  • Dal 1980 al 2011, il rendimento del mais statunitense (tonnellata/ettaro) è aumentato del 64%, una percentuale superiore a quella di qualsiasi altra coltura del mondo.
  • Nel periodo 1980-2011, i produttori di mais statunitensi hanno ottenuto una riduzione per unità di produzione nell’ erosione del terreno (-67%), irrigazione (-53%), consumo energetico (-44%), ed emissioni di gas serra (-36%).
  • La biotecnologia è uno strumento critico utilizzato dai coltivatori statunitensi per produrre colture sicure, ad alto rendimento e di qualità in condizioni di coltivazione variabili riducendo al contempo l’utilizzo di pesticidi e fertilizzanti.
  • L’utilizzo delle biotecnologie non dipende dalle dimensioni delle aziende, infatti il 90% di coloro che l’utilizzano sono piccoli coltivatori di paesi in via di sviluppo.
  • La tecnologia GPS, integrata con le apparecchiature moderne, consente ai coltivatori di mappare i propri campi con elevata precisione e di variare la densità di semina e l’applicazione di altre risorse, il tutto ottimizzato per le condizioni dei campi con accuratezza millimetrica.
  • I veicoli aerei senza pilota (UAV) comunemente noti come droni, si stanno diffondendo nell’agricoltura di precisione come preziosi strumenti per il monitoraggio della salute delle colture.
  • I produttori di mais statunitensi contribuiscono a più del 10% del fabbisogno di carburante per veicoli (ricavato dall’etanolo), riducendo le emissioni di biossido di carbonio del 34% rispetto alla benzina. Difatti, nel 2013 questo contributo ha equivalso alla rimozione di 8 milioni di auto dalle strade. Negli ultimi undici anni si sono verificati i dieci maggiori raccolti di mais negli USA, a dimostrazione dell’affidabilità e della produttività della moderna tecnologia agricola.

Responsabilità sociale: Un impegno nei confronti delle generazioni future

  • I coltivatori statunitensi forniscono la materia prima al settore dell’etanolo e nel 2014, questo ha contribuito al mantenimento di circa 380.000 posti di lavoro.
  • Uno stabilimento di etanolo non produce solo carburante. I coprodotti includono mangimi animali, olio di mais e altri prodotti che vanno ad aggiungersi all’approvvigionamento alimentare. In altre parole, i coltivatori statunitensi si impegnano a produrre cibo, mangime e carburante da una pannocchia di mais.
  • Gli sforzi finalizzati al mantenimento delle micotossine nel mais statunitense a livelli di sicurezza continuano ad essere prioritari, specialmente a causa della crescente enfasi pubblica sulla sicurezza del nostro approvvigionamento alimentare.
  • Il mais viene costantemente incluso nei mangimi per bovini da latte e carne, pollame, suini, acquacoltura e animali da compagnia a causa del contenuto energetico elevato e dell’ampia disponibilità.
  • La ricerca ha dimostrato che i betaglucani da orzo statunitense presentano proprietà salutari per il cuore.
  • Si stima che il 60% delle esportazioni di cereali statunitensi venga trasportato sulle vie d’acqua degli Stati Uniti fino ai silo granari per l’ispezione e il carico sulle navi portarinfuse.
  • L’elevata produttività dei coltivatori statunitensi consente la destinazione di 340.000 chilometri quadrati ai parchi nazionali e statali, un’area superiore al Regno Unito, l’Irlanda e la Croazia messi insieme, permettendo di lasciare alberato circa un terzo del territorio degli Stati Uniti. Attualmente esiste un’area forestale superiore a quella esistente nel 1900.

Redditività economica: Un impegno nei confronti della fattibilità a lungo termine

  • Gli Stati Uniti sono il paese che produce la quantità maggiore di mais, sopperendo a circa un terzo dell’approvvigionamento di mais del mondo.
  • Nell’anno di commercializzazione 2013/2014, i coltivatori statunitensi hanno raggiunto la cifra record di 153 miliardi di dollari in esportazioni di mais.
  • Nel 2014, il settore dell’etanolo statunitense ha contribuito con oltre 52 miliardi di dollari al Prodotto interno lordo (PIL) e ha aggiunto 26,7 miliardi di dollari al reddito familiare. Ciò ha generato oltre 10 miliardi di dollari in gettito fiscale per i governi federali, statali e locali.
  • Nel 2015 uno studio ha riscontrato che esistono sedici settori, dalle aziende di fast food ai negozi di alimentari al dettaglio, che dipendono dal mais come ingrediente chiave dei rispettivi prodotti o come mercato per i propri servizi e immissioni.
  • Nel 2013, le prime 45 aziende statunitensi nella catena del valore del mais hanno realizzato 1,7 trilioni di dollari di utili.


Risorse:
Water and Climate Risks Facing U.S. Corn Production: How Companies and Investors Can Cultivate Sustainability. CERES, 2015.
Ethanol Facts. National Corn Growers Association, 2015. http://ethanolfacts.com.
Navigating Global Markets For American Farmers. 2014 Annual Report. U.S. Grains Council, 2014.

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La vasta maggioranza delle aziende avicole americane è di proprietà delle famiglie che le gestiscono. Contrariamente alla convinzione errata secondo cui le aziende avicole siano attività industriali possedute da grandi società, le aziende familiari rappresentano il 97% di tutte le aziende americane.